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Ma sono elezioni europee o cosa?

E' passato un po' di tempo dal mio ultimo passaggio su questo (mio) blog, nato per far conoscere le mie performance letterarie, ma che altri scambi di opinione han poi dirottato su un argomento che periodicamente raggiunge picchi mediatici himalayani: le elezioni.

Nel 2013 ho poi voluto e potuto dare una piccola mano al boom del M5S, cosa di cui sono molto fiero. Sembra passato tantissimo tempo, ma è trascorso un solo anno di "larghe intese", 365 giorni però importanti per tante cose. Non sto ad elencare a quali mi riferisco, ci pensano abbastanza i media. Vorrei invece iniziare parlando di Europa, di questa cosa che in tanti vedono ormai solo come una catena (e invece di guardare ai veri motivi per cui è divenuta una catena, si scaricano tutte le colpe sui tedeschi) mentre era invece nata come una grande opportunità da cogliere al volo, in primo luogo dalle classi dirigenti europee in genere e poi da tutti i cittadini in particolare.

Insomma, l'arrivo dell'Euro non è stato l'inizio di un cambiamento epocale, ma la perdita di un'occasione, forse ormai non più recuperabile. Ricordo ancora quanto fui entusiasta - io viaggiatore, io cosmopolita e apolide, io apertissimo a lingue e culture diverse - della moneta unica europea come antipasto di ben altri cambiamenti... Per quel che riguarda il mio paese, sotto sotto speravo davvero che l'euro portasse ad un governo unico europeo che - come un tutore ortopedico - avrebbe corretto le imperfezioni endemiche del mio paese, e portato nel tempo ad un politica fatta di persone più serie, più oneste, più corrette, più responsabili, più eque e assolutamente dedite alla cosa pubblica.

Invece la nostra storia degli ultimi 12 anni è sotto gli occhi di tutti e il verdetto è impietoso: l'Italia sta franando sempre verso il fondo in una Europa che comunque non regge la concorrenza globale perché anagraficamente più vecchia, e in gravissima difficoltà nell'evolversi verso modelli più funzionali. Per non soccombere è indispensabile puntare sul nuovo e sull'innovativo, anche sul diverso, aprire i centri di potere a chi ora ne è totalmente escluso. E questo cambiamento chi è "vecchio" e potente lo esclude a priori. Anzi! Chi è "vecchio" e potente mette tutte le energie nell'ostacolare con tutti i mezzi - leciti e non - ogni naturale evoluzione di idee e persone. E' per questo, più che in una crisi economica che è più europea e nordamericana che globale, che l'Italia (anagraficamente la nazione più vecchia della già vetusta Europa) sprofonda più di tutti..

Passando alla stretta attualità politica, se si trattasse di elezioni politiche non avrei dubbi nel votare di nuovo M5S. La pancia e la testa mi dicono questo perché a tutt'oggi i cambiamenti son stati troppo lievi e anche troppo lenti (motivo reale per cui Renzi ha sostituito Letta nelle "larghe intese") per pensare che una sola spallata sia stata sufficiente per "cambiare verso". Ad una dirigenza, politica e non, che non recepisce quante e quali siano le esigenze, ormai vitali, di sopravvivenza, della classe media, e cioè che i cambiamenti devo procedere più in fretta e che è ora di smetterla di proteggere solo interessi e diritti acquisiti per ripensare ad un sistema che distribuisca le risorse a chi ora ne è escluso, e investa il surplus sulle aziende sane che un insano gioco di crediti non riscossi da una parte, e pressing dello Stato nella figura di Equitalia dall'altro, sta massacrando una dopo l'altra.

Serve riportare la fiducia nel futuro che ci aspetta.

E nel frattempo, spallata dopo spallata, spero che il M5S dia un'immagine sempre migliore di sé, esprima personaggi ed idee che non sanno solo dire di no, o cercano la ribalta mediatica con la verbosità più estrema verso un sistema che, pure, ha permesso loro di emergere e che quindi tanto male non deve essere.

Dialogare con le parti avversarie che vogliono cambiare non significa inciuciare. Non si era detto: "Voteremo le leggi che ci piacciono"? Non si capisce quindi per quale motivo non siano mai state votate "le leggi che ci piacciono", comprese quelle che erano nel programma M5S, solo perché sono state presentate dalla maggioranza... Ma mettiamo pure un attimo da parte questa perplessità.

Io penso che con un'altra dialettica, quella andata in onda fino allo scorso Natale 2013, e pensieri e azioni che spesso e volentieri lo stesso Renzie ha adottato prontamente, il M5S avrebbe il mio voto e sarebbe di gran lunga il primo partito italiano anche a queste europee. Io rifiuto questo discorso "o noi o loro", quasi che la ragione stia sempre e soltanto da una sola parte. Non era per questo che avevo votato M5S, ma affinché il mio voto di protesta - unito a tantissimi altri, come puntualmente è avvenuto, contasse veramente qualcosa, per avere una casa in cui riconoscermi, per avere una voce in capitolo.

E rifiuto ancora di più questa cosa di considerare il voto europeo come un voto politico.

Se è vero e comprensibile che non tutti i cittadini deputati e senatori del M5S potevano dimostrarsi all'altezza né perfetti nella loro azione parlamentare, è anche vero che non tutti quelli nel PD (solo per citare il principale antagonista, che è anche quello più vicino per idee al M5S) remano a favore di occulti poteri forti, economici e non.

E per essere sincero fino in fondo, mi sarebbe stato più facile scegliere se Renzie fosse riuscito subito a "cambiare verso" e che non sta riuscendo a causa di una minoranza piuttosto resistente del suo partito. Ma devo dare atto che il PD con Renzie è cambiato: più slegato dalla nomenklatura, più moderno e al passo coi nuovi tempi e necessità, si è spostato concretamente verso una base sempre più numerosa e bisognosa (cosa che ad esempio i sindacati non si sognano proprio di fare!).

Che il PD si orienti verso la base più povera o impoverita del paese per un sincero senso di giustizia ed equità sociale, o che lo faccia per rastrellare voti ex M5S o ex PDL che vedono in Renzie l'ultima spiaggia, o perchè ai succitati poteri forti è stato fatto capire che devono cominciare a mollare un po' per volta se non vogliono perdere tutto in una volta e molto presto, per me cambia poco: preferisco che si usi quel che di buono c'è e si ha già a disposizione (e che non è poco, perché vedo che la mia regione Emilia Romagna funziona egregiamente, e concorre con le migliori eccellenze europee. Quindi non è un problema di sistemi, ma di uomini!) piuttosto che tentare un salto nel buio.

Per quello c'è ancora tempo...
Di Claudio Montalti - 24 maggio 2014 alle 16:26:20
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Un risata vi seppellirà

Un risata vi seppellirà

Pubblico una risposta data da Dario Fo nel corso di una intervista del 21 Luglio 2013 a  www.forli24ore.it. Mamma mia quanta chiarezza in così poche parole, molto più dei mesi di chiacchiere passati e dei mesi di chiacchiere della prossima campagna elettorale. 10 e lode Dario!

L'Italia, oggi, è un Paese che sembra patologicamente spaventato dalla novità. Da dove deriva questo atteggiamento?

Non è del tutto vero. Accanto a quell'Italia, c'è un'altra parte che vuole buttare tutto all'aria, che vuole veramente riformare il sistema. Si tratta di quelle persone che si ricordano delle promesse fatte durante la campagna elettorale. Al momento, nessuna delle promesse che sono state presentate nei programmi elettorali mi risulta siano state attuate. Di fatto, tutto è stato rimandato. O messo nella condizione della ripetizione grottesca che ormai vive l'Italia da quarant'anni: promettere e non mantenere, rimandare per non prendere decisioni. Tirare a campare, insomma. Viviamo in un tempo in cui ciò che si può realizzare a vantaggio della gente è pericoloso per chi detiene il potere, perchè, per renderlo possibile, bisognerebbe smontare gli elementi portanti di una struttura che è fradicia.

Di Claudio Montalti - 23 luglio 2013 alle 08:22:35
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Il "flop" del M5S non illuda i vecchi partiti

Ci siamo fatti amare poco, e questo è fuori discussione. La lacuna del M5S sta nell'avere permesso di ostentare la mancanza di cultura, di buon senso e normale educazione attraverso l'uso constante del turpiloquio, dell'insulto e della delegittimazione verso chi esprimeva una parere diverso.

E' anche da questo atteggiamento che nasce l’assoluta indisponibilità al confronto che ha fatto del M5S un corpo estraneo rispetto al sistema politico nel quale - pure - il 24 e 25 febbraio scorsi abbiamo fatto irruzione.

Ed ora gli stessi insulti vengono rivolti a chi si è fatto carico delle proteste di una consistente parte degli italiani.

Ma dietro le reazioni oggi sarcastiche dei Media e dei maggiori partiti trapelare una ben strana eccitazione per l’idea che il M5S sia cominciata la parabola discendente (il che, per altro, è possibile) e che tra non molto - insomma - si potrà tornare a suonare la musica di prima.

Se lo scordino!

Le ragioni alla base del consenso ottenuto solo tre mesi fa non si sono affatto eclissate, non si vede ancora un positivo evolversi della situazione.

Non pensino quindi PD e PDL, e il governo cui stanno lavorando insieme, di averla scampata, e tornare all’andazzo di prima, perché - pur sotto le aspettative - gli stessi risultati delle amministrative parlano chiaro a chi sa leggerle: il M5S sarà rappresentato in 199 comuni, in quasi tutti per la prima volta, con circa 3/400 nuovi consiglieri, raddoppiando quelli attuali. E i seguenti sono i dati spiccioli, che in pochi han rilevato, nelle maggiori competizioni:

2008 Roma: PD voti 521.880. 2013 Roma: PD voti 267.605 (-254.275 voti) = - 48%

2008 Roma: PDL voti 559.559. 2013 Roma: PDL voti 195.749 (-363.810 voti) = - 65%

2008 Roma: M5S voti 40.473. 2013 Roma: M5S voti 130.635 (+90.162 voti) = + 222%

2011 Siena: PD voti 11.723 2013 Siena: PD voti 6.483 (-5.240 voti) = - 44%

2011 Siena: M5S voti 833 2013 Siena: M5S voti 2.194 (+ 1.361 voti) = +163%

2009 Ancona PD: voti 15.885 2013 Ancona PD: voti 10.652 (-5.233 voti) = -33%

2009 Ancona PDL: voti 17.432 2013 Ancona PDL: voti 4.266 (-13.166 voti) = -75%

2009 Ancona M5S: voti 2.625 2013 Ancona M5S: voti 5.711 (+ 3.086 voti)= +117%

Poco importa che i risultati per il M5S siano stati (anche di molto) inferiori rispetto a quelli delle recenti Politiche: la tendenza della protesta è consolidata e in aumento.

Infine vorrei sottolineare che, pur comprendendo le ragioni per cui una buona parte dell'Italia abbia votato PD o PDL nelle Politiche e nelle recenti Amministrative (si tratta di una parte di Paese che sta ancora bene) tuttavia non si faccia finta di non vedere che il nostro paese sta declinando sempre più velocemente, e che - se il governo Letta non lavorerà bene ed in fretta – ci saranno presto numerosissime nuove “vittime" di una crisi che non è affatto solo economica, ma soprattutto di sistema, di valori, di cultura e buon senso. 

Se non si troveranno e applicheranno presto soluzioni per lavoratori autonomi, cassintegrati, disoccupati, precari, piccole e medie imprese, studenti, pensionati al minimo, i prossimi a dovere sperimentare sulla propria pelle l'impossibilità di "arrivare alla fine del mese" e l’esaurimento veloce delle proprie risorse saranno i dipendenti pubblici e chi percepisce oggi una pensione dignitosa.

E non vedo proprio cosa ci vedano di bello i pluripensionati, i dirigenti, i ricchi e super ricchi, e ovviamente l'intera casta politica nel suo insieme, nella prospettiva di vivere fianco a fianco con 50 milioni di persone che non ce la fanno.

Insomma, pensateci bene quando ascoltate i Media: non esiste una Italia che possa sopravvivere a discapito dell'altra.

Di Claudio Montalti - 29 maggio 2013 alle 11:07:40
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Elogio dell'amicizia

L'etimologia della parola crisi significa scelta, decisione, crescita, e non solo regressione, difficoltà, depressione come viene comunemente intesa. E' quindi più che mai vero che non è più tempo di prendere decisioni pensando solo all'oggi, ma con lo sguardo bene orientato al futuro, cercando di immaginare quel che avverrà.

Pensando al futuro senza lasciarmi intrappolare dalle strette maglie della difficile congiuntura economica, e dagli allarmismi della Finanza Globale (che altro non desidera che tenere in vita il sistema che ci ha portato a tutto ciò, strada non più percorribile. Se sono malato non devo fare cose che mi allontanano dalla malattia, non insistere con ciò che l'ha provocata...) mi piace molto la visione di Paolo Crepet nel suo "Elogio dell'amicizia". Ne riporto le conclusioni..

"La vita più sobria cui saremo costretti (e che più di uno sceglierà spontaneamente) riporterà in auge azioni e concetti che sembravano ormai sorpassati dalla Storia, demoliti dal Progresso.

Uno di questi è la parola Amicizia.

Occorre quindi uno sforzo creativo che disegni un orizzonte che metta in relazione quanto di bello e straordinario è avvenuto col Progresso degli ultimi 50 anni a ciò che è stato sepolto e accantonato troppo frettolosamente.

L'innovazione che ci mostra i Media ci mostrano, con un Social Virtuale costantemente dipinto come reale, quando la realtà - per dirla cole il filosofo Cacciari - dice e dimostra che siamo tutti “nomadi in prigione”, non è assolutamente un buon modello.

Inoltre, non può esistere buon sviluppo e crescita personale se tutto ciò che si deve fare è adeguarsi, uniformarsi a ciò che viene (im)posto dogmaticamente come trendy: se vai con la massa sei OK, altrimenti sei irrimediabilmente fuori (out, sfigato, emarginato)...

Se pensiamo a questo, risulta chiaro che l'unica realtà su cui puntare un po' di fiducia e di speranza è quella della provincia, che in questi tempi vede una sempre maggiore immigrazione di ritorno. Non tornano solo coloro che non possono più permettersi i prezzi della città, ma anche coloro che – potendo lavorare con una semplice postazione PC - scelgono la provincia solo per evitare traffico e smog, per vivere meglio. La mescolanza di forza lavoro e intelletto, con la maggiore disponibilità di tempo da dedicare a famiglia, affetti, vicini, amici e a se stessi, può davvero innescare un modello virtuoso.

Pensate solo all'incontro fisico delle nuove generazioni...

Pensate anche a culture e tradizioni diverse che - finalmente non più radicate in quartieri ghetto, senza tempo libero - trovano il tempo e lo spazio per guardarsi e parlarsi, per confrontarsi e finanche per mischiarsi portando sangue nuovo e nuove conoscenze, che è quel che è successo e succede negli snodi commerciali da sempre in prima linea in tutte le evoluzioni del Mondo.

Chissà che non sia questa cultura multirazziale che nascerà dalla provincia a impostare nuovi modelli di successo.

Non sarà facile imparare a ragionare con la logica del buon senso e dello sviluppo sostenibile perché ciò non permette né lusso, né di sviluppare capitali, e ben sappiamo come questa tendenza sia radicata nella nostra società.

Però, e qui sarà il vero risultato di questo uso dell'innovazione tecnologica, le relazioni acquisteranno un ruolo importante, e risorgeranno parole come umanità e solidarietà.

Alla provincia toccherà il compito di un ridimensionamento (felice decrescita) che ricondurrà alle più genuine tradizioni: l'artigianato ed i prodotti alimentari dell'eccellenza, la qualità della vita e il gusto per le cose belle, i rapporti quotidiani con la propria gente, il recupero del paesaggio, della cultura e della storia, la buona accoglienza e l'ospitalità, il nutrirsi secondo natura.

Non saranno più le mode o il finto social a determinare l'identità dei futuri cittadini, ma la capacità di coesione sociale, di tessere legami e relazioni fisiche, reali.

Tutto il resto (lo sfarzo, il lusso esibito, il cattivo gusto della visibilità ad ogni costo) emigrerà in i paesi e continenti ancora arretrati dove l'attuale capitalismo economico, sotto la dittatura feroce dell'alta finanza, troverà terreni fertili e dove si produrranno le stesse problematiche che oggi ci affliggono.

Non guardiamo a tutto questo come ad una sfida contro qualcuno o contro qualcosa, tanto meno come l'Ultima Sfida. Percorriamo insieme la grande opportunità di allargamento della parola amicizia, insieme giungiamo ad un concetto e ad un sentimento più ampio, non dominato da dogmi né paure. Se questo succederà, alle generazioni più giovani si aprirà uno scenario ricco di opportunità e prosperità, specie se si insegnerà ai bambini ed alla gente tutta che la vera ricchezza è avere tempo per gli altri, non solo per se stessi.

Di Claudio Montalti - 29 maggio 2013 alle 10:17:58
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Grazie Napolitano!

Sinceramente, sono rimasto sorpreso dall’atteggiamento di Grillo in occasione della rielezione di Napolitano. Al contrario, mi è piaciuto in gran parte il comportamento tenuto dagli eletti del M5S. Leggere il blog “Cittadino tra i cittadini” su www.beppegrillo.it serve a bypassare l’informazione disinformata presente su tutto il resto dei Media, e ad avere un quadro più corretto di fatti, parole e intenzioni. Tuttavia permane un errore di fondo alla base del ragionamento di Grillo.

La Politica, questa politica, può non piacere, tuttavia le regole della democrazia han funzionato come dovevano, almeno in questa occasione. Certo, era ed è auspicabile più trasparenza, e speriamo questa aumenti col passare dei giorni e con la presenza dei deputati M5S in Parlamento, ma è un dato di fatto che non ci sono ombre nella rielezione di Napolitano. La parola d’ordine era agire, far partire la legislatura, e questo sembra essere stato messo in atto dopo 50 giorni di stallo proprio dalla disponibilità di un “ottuagenario”… Purtroppo, Rodotà non era, al momento, o per come vi si è giunti, una alternativa praticabile.

Di qui l’errore di fondo: sbagliare l’interpretazione dei fatti sul nome, non condiviso dai più, di Rodotà.

A me non è sfuggito che sarebbe stato impossibile a questo PD, e arrivati al punto in cui si era giunti, accettare e fare accettare il nome di Rodotà come Presidente della Repubblica. Non era una mera questione di opportunismo (che pure c’entra: non avete voluto dare fiducia al governo Bersani, come potete ora pretendere che accettiamo il vostro candidato?): il quadro l’ha ben disegnato Napolitano nel suo discorso davanti alle Camere: non esistendo una maggioranza di un solo partito/coalizione, diventano forzate le convergenze, trovare una sintesi tra le forze politiche in grado di dare governabilità. Perché un governo che lavora veloce – dopo due mesi di stallo - è indispensabile per le questioni urgenti che riguardano il paese.

Se non ci si riesce, si torna a votare con la stessa legge elettorale.

E, checché se ne dica, non sta scritto da nessuna parte che il risultato sarà diverso.

E davanti al rischio di trovarci tra 2/3 mesi nella stessa identica situazione, ecco che la disponibilità di Napolitano è diventata l’unica strada percorribile. Quindi, è bene che chi ha visibilità (Grillo) e responsabilità (gli eletti del M5S), e noi elettori tutti del M5S prendiamo atto di questo: che al di là dello spessore della persona, Rodotà non era la scelta giusta, non in questi giorni.

Detto questo, e senza sapere come andrà a finire (non so a voi, ma a me tutti quegli applausi a Napolitano da coloro che venivano sonoramente, ma proprio SONORAMENTE,  presi a ceffoni, non mi sono piaciuti proprio per niente. Se devo essere sincero, mi aspetto il peggio), se tutto procederà con un governo presto in carica ed un Parlamento finalmente al lavoro si arriverà all’optimum per il M5S.

Non vedo proprio cosa potevamo aspettarci di meglio dal momento che non potevamo certo aspettarci di governare. Non ancora. Però siamo oltre ogni ottimistica previsione si potesse fare nell’ormai lontanissimo dicembre 2012: un Governo che si fonderà sulle stesse persone (o quasi) che da 20/30 non fanno altro che scelte sbagliate per il paese, e le cui nuove scelte saranno sotto la lente del Parlamento più giovane e (sicuramente) meno manovrabile che si sia mai costituito nella storia della nostra Repubblica. E sotto la lente di un Napolitano davvero incacchiato, cui spetterà il compito di far fare ammenda a tutti, nessuno escluso, come si è ben capito.

Se il governo partirà e lavorerà bene, anzi benissimo perché è questo che ci si aspetta, tanto di guadagnato per tutti. Se lavorerà male, ogni sua mancanza sarà pagata duramente nelle prossime consultazioni, cui speriamo di arrivare con una nuova legge elettorale.

A ciò deve immediatamente procedere il Parlamento, a prescindere da quel che farà il Governo! Io ho molta fiducia nei giovani eletti di tutto il Parlamento: tutto quanto è successo mette tutti loro nelle condizioni ideali per lavorare ad un nuovo ideale di Italia e di Europa, un ideale assi migliore di quello che volevano lasciarci i loro (si spera presto ex) dirigenti.

Infine due parole su quel che si sente dire sui Media: secondo tutti né legge elettorale nuova, né interventi pesanti conto corruzione e costi e moralità della politica c’entrano nulla coi provvedimenti da prendere urgentemente, sui fondi da trovare per mantenere CIG e CIGA (Cassa Integrazione) e in sicurezza i rimanenti esodati (ma ancora!?!) oltre che per far fronte ai prossimi impegni europei…

SBAGLIATO! SBAGLIATISSIMO!!!

Lavorino 24 ore al giorno, ma ci diano ANCHE queste riforme come primissima cosa.

Non ci sono alibi: gli ultimi 12 mesi del Parlamento uscente sono sotto gli occhi di tutti noi elettori e tutti ne trarranno le conseguenze.

Di Claudio Montalti - 25 aprile 2013 alle 11:20:39
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