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Lavorare con Internet

A proposito del mio lavoro (sostanzialmente pubblicizzo viaggi e prodotti turistici attraverso contenuti editoriali piuttosto seguiti...) mi sono successe un paio di cose che invitano ad un riflessione sull'ignoranza pressocchè totale palesata da chi usa lo strumento internet per il proprio lavoro.

Lasciando perdere le mode tipo Facebook, comunque destinate ad eclissarsi, serve capire bene che per lavorare via internet è indispensabile: - lavorare bene e con serietà; - pianificare e distribuire le proprie risorse su almeno 5 anni; - metterci la faccia, o meglio ancora mostrare con trasperenza una posizione fiscale.

Queste sono linee guida minime, INDISPENSABILI, scontate oserei dire. Invece, cosa succede? Succede che nel 99% dei casi, o addirittura di più, tutti sembrano volere estarre da internet soldi come un mago tiar fuori conigli da un cappello...

La situazione è figlia di un concetto errato di New Economy (ma in effetti molte aziende hanno realizzato fantastilioni di euro vendendo aria), ed anche di errate impostazioni che le aziende di punta su internet continuano a dare ai loro portali, ovvero quello di spremere a più non posso webmaster e tecnici del web dell'ultima ora senza poi rendere nulla o quasi dei guadagni procurati...

E di carne da cannone (ovvero di gente che s'ammazza di trovate per attirare lettori ed esporre la pubblicità delle aziende di punta su internet) c'è - purtroppo - un continuo ricambio...

Da quando faccio questo lavoro, centinaia di migliaia di web sono nati, cresciuti rapidamente e altrettanto rapidamente si sono eclissati perchè lavorare gratis, anzi lavorare facendo guadagnare altri, non è per nulla piacevole, tutt'altro. Il peggio, è che tutti questio web non guardano in faccia a nessuno pur di far realizzare vendite, col risultato che ad essere fregato è, spesso, anche l'ingenuo compratore finale. Va da sè che questo andazzo rende compessivamente marcio lo strumento internet, che continua sì a crescere, ma davvero molto al di sotto di quanto potrebbe se solo si applicassero le linee guida di cui sopra.

Cito due esempi che mi sono capitati la scorsa settimana. Una persona mi ha chiesto come mai non recensivo il suo web, la cui segnalazione era stata rispedita al mittente proprio perchè, oltre a non avere contenuti sensati o utili, non mostrava alcun recapito e veicolava tutta lam pubblicità su una major del tipo già descritto che oltretutto non dfornisce alcun servizio competitivo all'utente finale. Non ha senso che i miei portali boicottino queste major e poi segnalo siti che le spingono a manetta, no?

La persona, cui ho correttamente motivato la decisione, mi risponde che "non capisco il motivo di tanta pignoleria"... Possibile? Possibile... Persone così me ne capitano una decina a settimana.

In un secondo caso, una persona iscrive la sua azienda turistica (un portale di hotel). Valuto velocemente che il web in questione è "trasparente" e metto on line sul mio i prodotti che a mio avviso sono efficaci per una buona promozione, il tutto gratuitamente. I primi riscontri sono immediati. La persona in questione mi scrive che i prodotti scelti (ampiamente pubblicizzati sul sito) non van bene, di toglierli perchè ne vuole metterne su (gratuitamente?!?) altri. Nemmeno i recapiti che ha appena lasciato van bene e li vuole cambiare...

Ditemi voi se uno che fa il mio stesso lavoro può essere così ottuso...

Ragazzi miei che lavorate su web: il fatto che fate questo lavoro non significa che non ci siano regole e meccanismi da conoscere e rispettare...

E voi tutti che invece sul web vi informate o comprate tenete a mente tre cose importantissime. Non dimenticatele, MAI!

1 - non prendete mai per buono, dico MAI, contenuti per i quali nessuno ci mette la faccia (leggi nome, recapito civico e telefono... la email non hanno nessun valore identificativo...)

2 - non comporate mai, dico MAI, su portali che non abbiano una posizione fiscale chiara, che non espongano una partita iva oltre a nome, recapito civico e telefono

3 - diffidate di chiunque non risponda subito al telefono o ad una email

Di Claudio Montalti - 19 aprile 2010 alle 10:40:27
Archiviato in Tecnologia/Rete


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Guadagnare con le affiliazioni: non è tutto oro...

C'è un fenomeno particolare dietro l'esplosione di nuovi web, blog compresi, ed è la possibilità  di guadagnare qualcosa senza per questo dovere avere una partita iva o una posizione legale dal punto di vista fiscale.

Gli spazi pubblicitari di un qualsivoglia web o blog vengono generalmente affidati ad aziende che riconoscono poi un fisso o una percentuale quando l'articolo o il servizio pubblicizzato vengono poi effettivamente venduti, da una terza parte, attraverso il web o blog stesso.

Dopo fallimentari esperienze con singole affiliazioni (con aziende su web che singolarmente prevedevano questo contratto), fallimentari perchè i pagamenti arrivano, se arrivano, molto tardi, un paio d'anni fa abbiamo intrapresa la strada dell'affiliazione unica. Usare un unico mediatore publicitario, Tradedoubler, per tutta una serie di affiliazioni, ci era sembrata una buona soluzione. Per di più Tradedoubler è azienda svedese, e non italiana, e ciಠsi traduceva naturalmente in maggiore fiducia, a prescindere dal fatto scontato che: a- i pagamenti si sarebbero sommati e sarebbero stati ricevuti ogni mese; b- in caso di furbizia di chi effettivamente usufruiva della vendita i nodi sarebbero giunti immediatamente al pettine.

Se non che è successo l'inspettato. Ho le prove documentate e certificate di quanto dico per cui invito la Tradedouble a non intentare nessunissima azione legale nei miei/nostri confonti: sarebbe solo tempo perso e l'occasione di inasprire una massa di cattiva ubblicità  attorno a tutta questa faccenda.

IL FATTO. Tradedoubler non ci ha riconosciuto il corrispettivo per un volo (5 miserabili euro a confronto di un acquisto di quasi 700 euro). Oltre al danno la beffa: nessuno, nè alla sede centrale, nè nella decentrata italiana della Tradedoubler, si è MAI degnato di rispondere alle mie/nostre perplessità .

LA CONCLUSIONE. Senza usare paroloni, diciamo che è stato commesso un errore sistematico e siccome ogni sistema informatico/autometico fa quel che gli viene detto di fare... Da aggiungere che l'errore che è stato scoperto solo per coincidenza... Non si effettuano azioni legali per un importo di 5 euro (anche se avendo il tempo di "scavare" ne risulterebbero sicuramente di più, il tutto moltiplicato per le migliaia di web che affidano in esclusiva a Tradedoubler tutti i loro spazi pubblicitari), non esiste, ma una traccia la si deve proprio lasciare, a mಠd'avviso per i naviganti.

Direi, e questo è un consiglio per i web e blog che sono divenuti particolarmente autorevoli, a prescindere dall'argomento trattato, che è davvero il momento di passare da un discorso di affiliazione ad un discorso di vendita impression pubblicitarie, che è la logica di ogni giornale che ha un seguito consistente e fidelizzato di lettori. La tendenza sembra essere confermata da quanto succede al nostro gruppo, dopo una attenta monitorazione delle richieste giunte negli ultimi mesi.

Di Claudio Montalti - 22 ottobre 2007 alle 13:09:44
Archiviato in Tecnologia/Rete


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Lavorare con Internet

A proposito del mio lavoro (sostanzialmente pubblicizzo viaggi e prodotti turistici attraverso contenuti editoriali piuttosto seguiti...) mi sono successe un paio di cose che invitano ad un riflessione sull'ignoranza pressocchè totale palesata da chi usa lo strumento internet per il proprio lavoro.

Lasciando perdere le mode tipo Facebook, comunque destinate ad eclissarsi, serve capire bene che per lavorare via internet è indispensabile: - lavorare bene e con serietà; - pianificare e distribuire le proprie risorse su almeno 5 anni; - metterci la faccia, o meglio ancora mostrare con trasperenza una posizione fiscale.

Queste sono linee guida minime, INDISPENSABILI, scontate oserei dire. Invece, cosa succede? Succede che nel 99% dei casi, o addirittura di più, tutti sembrano volere estarre da internet soldi come un mago tiar fuori conigli da un cappello...

La situazione è figlia di un concetto errato di New Economy (ma in effetti molte aziende hanno realizzato fantastilioni di euro vendendo aria), ed anche di errate impostazioni che le aziende di punta su internet continuano a dare ai loro portali, ovvero quello di spremere a più non posso webmaster e tecnici del web dell'ultima ora senza poi rendere nulla o quasi dei guadagni procurati...

E di carne da cannone (ovvero di gente che s'ammazza di trovate per attirare lettori ed esporre la pubblicità delle aziende di punta su internet) c'è - purtroppo - un continuo ricambio...

Da quando faccio questo lavoro, centinaia di migliaia di web sono nati, cresciuti rapidamente e altrettanto rapidamente si sono eclissati perchè lavorare gratis, anzi lavorare facendo guadagnare altri, non è per nulla piacevole, tutt'altro. Il peggio, è che tutti questio web non guardano in faccia a nessuno pur di far realizzare vendite, col risultato che ad essere fregato è, spesso, anche l'ingenuo compratore finale. Va da sè che questo andazzo rende compessivamente marcio lo strumento internet, che continua sì a crescere, ma davvero molto al di sotto di quanto potrebbe se solo si applicassero le linee guida di cui sopra.

Cito due esempi che mi sono capitati la scorsa settimana. Una persona mi ha chiesto come mai non recensivo il suo web, la cui segnalazione era stata rispedita al mittente proprio perchè, oltre a non avere contenuti sensati o utili, non mostrava alcun recapito e veicolava tutta lam pubblicità su una major del tipo già descritto che oltretutto non dfornisce alcun servizio competitivo all'utente finale. Non ha senso che i miei portali boicottino queste major e poi segnalo siti che le spingono a manetta, no?

La persona, cui ho correttamente motivato la decisione, mi risponde che "non capisco il motivo di tanta pignoleria"... Possibile? Possibile... Persone così me ne capitano una decina a settimana.

In un secondo caso, una persona iscrive la sua azienda turistica (un portale di hotel). Valuto velocemente che il web in questione è "trasparente" e metto on line sul mio i prodotti che a mio avviso sono efficaci per una buona promozione, il tutto gratuitamente. I primi riscontri sono immediati. La persona in questione mi scrive che i prodotti scelti (ampiamente pubblicizzati sul sito) non van bene, di toglierli perchè ne vuole metterne su (gratuitamente?!?) altri. Nemmeno i recapiti che ha appena lasciato van bene e li vuole cambiare...

Ditemi voi se uno che fa il mio stesso lavoro può essere così ottuso...

Ragazzi miei che lavorate su web: il fatto che fate questo lavoro non significa che non ci siano regole e meccanismi da conoscere e rispettare...

E voi tutti che invece sul web vi informate o comprate tenete a mente tre cose importantissime. Non dimenticatele, MAI!

1 - non prendete mai per buono, dico MAI, contenuti per i quali nessuno ci mette la faccia (leggi nome, recapito civico e telefono... la email non hanno nessun valore identificativo...)

2 - non comporate mai, dico MAI, su portali che non abbiano una posizione fiscale chiara, che non espongano una partita iva oltre a nome, recapito civico e telefono

3 - diffidate di chiunque non risponda subito al telefono o ad una email

Di Claudio Montalti - 19 aprile 2010 alle 10:40:27
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Guadagnare con le affiliazioni: non è tutto oro...

C'è un fenomeno particolare dietro l'esplosione di nuovi web, blog compresi, ed è la possibilità  di guadagnare qualcosa senza per questo dovere avere una partita iva o una posizione legale dal punto di vista fiscale.

Gli spazi pubblicitari di un qualsivoglia web o blog vengono generalmente affidati ad aziende che riconoscono poi un fisso o una percentuale quando l'articolo o il servizio pubblicizzato vengono poi effettivamente venduti, da una terza parte, attraverso il web o blog stesso.

Dopo fallimentari esperienze con singole affiliazioni (con aziende su web che singolarmente prevedevano questo contratto), fallimentari perchè i pagamenti arrivano, se arrivano, molto tardi, un paio d'anni fa abbiamo intrapresa la strada dell'affiliazione unica. Usare un unico mediatore publicitario, Tradedoubler, per tutta una serie di affiliazioni, ci era sembrata una buona soluzione. Per di più Tradedoubler è azienda svedese, e non italiana, e ciಠsi traduceva naturalmente in maggiore fiducia, a prescindere dal fatto scontato che: a- i pagamenti si sarebbero sommati e sarebbero stati ricevuti ogni mese; b- in caso di furbizia di chi effettivamente usufruiva della vendita i nodi sarebbero giunti immediatamente al pettine.

Se non che è successo l'inspettato. Ho le prove documentate e certificate di quanto dico per cui invito la Tradedouble a non intentare nessunissima azione legale nei miei/nostri confonti: sarebbe solo tempo perso e l'occasione di inasprire una massa di cattiva ubblicità  attorno a tutta questa faccenda.

IL FATTO. Tradedoubler non ci ha riconosciuto il corrispettivo per un volo (5 miserabili euro a confronto di un acquisto di quasi 700 euro). Oltre al danno la beffa: nessuno, nè alla sede centrale, nè nella decentrata italiana della Tradedoubler, si è MAI degnato di rispondere alle mie/nostre perplessità .

LA CONCLUSIONE. Senza usare paroloni, diciamo che è stato commesso un errore sistematico e siccome ogni sistema informatico/autometico fa quel che gli viene detto di fare... Da aggiungere che l'errore che è stato scoperto solo per coincidenza... Non si effettuano azioni legali per un importo di 5 euro (anche se avendo il tempo di "scavare" ne risulterebbero sicuramente di più, il tutto moltiplicato per le migliaia di web che affidano in esclusiva a Tradedoubler tutti i loro spazi pubblicitari), non esiste, ma una traccia la si deve proprio lasciare, a mಠd'avviso per i naviganti.

Direi, e questo è un consiglio per i web e blog che sono divenuti particolarmente autorevoli, a prescindere dall'argomento trattato, che è davvero il momento di passare da un discorso di affiliazione ad un discorso di vendita impression pubblicitarie, che è la logica di ogni giornale che ha un seguito consistente e fidelizzato di lettori. La tendenza sembra essere confermata da quanto succede al nostro gruppo, dopo una attenta monitorazione delle richieste giunte negli ultimi mesi.

Di Claudio Montalti - 22 ottobre 2007 alle 13:09:44
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