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Elogio dell'amicizia

L'etimologia della parola crisi significa scelta, decisione, crescita, e non solo regressione, difficoltà, depressione come viene comunemente intesa. E' quindi più che mai vero che non è più tempo di prendere decisioni pensando solo all'oggi, ma con lo sguardo bene orientato al futuro, cercando di immaginare quel che avverrà.

Pensando al futuro senza lasciarmi intrappolare dalle strette maglie della difficile congiuntura economica, e dagli allarmismi della Finanza Globale (che altro non desidera che tenere in vita il sistema che ci ha portato a tutto ciò, strada non più percorribile. Se sono malato non devo fare cose che mi allontanano dalla malattia, non insistere con ciò che l'ha provocata...) mi piace molto la visione di Paolo Crepet nel suo "Elogio dell'amicizia". Ne riporto le conclusioni..

"La vita più sobria cui saremo costretti (e che più di uno sceglierà spontaneamente) riporterà in auge azioni e concetti che sembravano ormai sorpassati dalla Storia, demoliti dal Progresso.

Uno di questi è la parola Amicizia.

Occorre quindi uno sforzo creativo che disegni un orizzonte che metta in relazione quanto di bello e straordinario è avvenuto col Progresso degli ultimi 50 anni a ciò che è stato sepolto e accantonato troppo frettolosamente.

L'innovazione che ci mostra i Media ci mostrano, con un Social Virtuale costantemente dipinto come reale, quando la realtà - per dirla cole il filosofo Cacciari - dice e dimostra che siamo tutti “nomadi in prigione”, non è assolutamente un buon modello.

Inoltre, non può esistere buon sviluppo e crescita personale se tutto ciò che si deve fare è adeguarsi, uniformarsi a ciò che viene (im)posto dogmaticamente come trendy: se vai con la massa sei OK, altrimenti sei irrimediabilmente fuori (out, sfigato, emarginato)...

Se pensiamo a questo, risulta chiaro che l'unica realtà su cui puntare un po' di fiducia e di speranza è quella della provincia, che in questi tempi vede una sempre maggiore immigrazione di ritorno. Non tornano solo coloro che non possono più permettersi i prezzi della città, ma anche coloro che – potendo lavorare con una semplice postazione PC - scelgono la provincia solo per evitare traffico e smog, per vivere meglio. La mescolanza di forza lavoro e intelletto, con la maggiore disponibilità di tempo da dedicare a famiglia, affetti, vicini, amici e a se stessi, può davvero innescare un modello virtuoso.

Pensate solo all'incontro fisico delle nuove generazioni...

Pensate anche a culture e tradizioni diverse che - finalmente non più radicate in quartieri ghetto, senza tempo libero - trovano il tempo e lo spazio per guardarsi e parlarsi, per confrontarsi e finanche per mischiarsi portando sangue nuovo e nuove conoscenze, che è quel che è successo e succede negli snodi commerciali da sempre in prima linea in tutte le evoluzioni del Mondo.

Chissà che non sia questa cultura multirazziale che nascerà dalla provincia a impostare nuovi modelli di successo.

Non sarà facile imparare a ragionare con la logica del buon senso e dello sviluppo sostenibile perché ciò non permette né lusso, né di sviluppare capitali, e ben sappiamo come questa tendenza sia radicata nella nostra società.

Però, e qui sarà il vero risultato di questo uso dell'innovazione tecnologica, le relazioni acquisteranno un ruolo importante, e risorgeranno parole come umanità e solidarietà.

Alla provincia toccherà il compito di un ridimensionamento (felice decrescita) che ricondurrà alle più genuine tradizioni: l'artigianato ed i prodotti alimentari dell'eccellenza, la qualità della vita e il gusto per le cose belle, i rapporti quotidiani con la propria gente, il recupero del paesaggio, della cultura e della storia, la buona accoglienza e l'ospitalità, il nutrirsi secondo natura.

Non saranno più le mode o il finto social a determinare l'identità dei futuri cittadini, ma la capacità di coesione sociale, di tessere legami e relazioni fisiche, reali.

Tutto il resto (lo sfarzo, il lusso esibito, il cattivo gusto della visibilità ad ogni costo) emigrerà in i paesi e continenti ancora arretrati dove l'attuale capitalismo economico, sotto la dittatura feroce dell'alta finanza, troverà terreni fertili e dove si produrranno le stesse problematiche che oggi ci affliggono.

Non guardiamo a tutto questo come ad una sfida contro qualcuno o contro qualcosa, tanto meno come l'Ultima Sfida. Percorriamo insieme la grande opportunità di allargamento della parola amicizia, insieme giungiamo ad un concetto e ad un sentimento più ampio, non dominato da dogmi né paure. Se questo succederà, alle generazioni più giovani si aprirà uno scenario ricco di opportunità e prosperità, specie se si insegnerà ai bambini ed alla gente tutta che la vera ricchezza è avere tempo per gli altri, non solo per se stessi.

Di Claudio Montalti - 29 maggio 2013 alle 10:17:58
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