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Recensione Libri: La Masca, di Laura Rizzoglio

BEL GIALLO, PECCATO IL FINALE… Voto: 3 su 5

Autore: Laura Rizzoglio. Editore: Nati per Scrivere. Anno: Agosto 2021. Pagine: 152. Genere: Narrativa, Giallo

Recensione esordienti: La Masca, Romanzo giallo di Laura Rizzoglio
Recensione esordienti: La Masca, Romanzo giallo di Laura Rizzoglio

Un romanzo un po’ giallo, un po’ sociale, con un po’ di vernacolo che non guasta. Ambientato nelle Langhe, sud Piemonte, del dopo-guerra, precisamente nella contrada I Tre Pini, dove si lavorava duramente senza grandi risultati, è piacevole immergersi nella cultura e nella vita quotidiana dei nostri genitori più anziani.

Si parla molto di bambini e di società rurale, ovviamente povera e con tutti i cliché del caso, un pieno di ricordi di un mondo che l’autrice sembra conoscere davvero molto bene. Non sfuggono i numerosi accenni a masche, mascon e maledissiun in quanto l’autrice sviscera in maniera aperta superstizioni e ignoranze assai diffuse in simili contesti, non solo in Piemonte.

Affascinante il titolo e l’ambientazione, affascinante la narrazione e pure la storia. Laura Rizzoglio ha uno stile delicato e forte allo stesso tempo, che la fa subito emergere. La vittima è Angiolina, una trovatella con poca salute adottata da una rozza famiglia, cosa che la esclude anche dal contesto scolastico, finché il compagno Lorenzo, che invece ne ammira la sete di conoscere, non trova il modo e il coraggio di stabilire con lei un contatto.

Angiolina sparisce il giorno stesso.

Il ritrovamento del suo cadavere proprio nel primo giorno del raccolto è come un fulmine a ciel sereno nel contesto di un romanzo fin lì delicato come un quadro agreste. Un senso d’impotente terrore cala improvviso su tutta la comunità.

Gli adulti additano a sicura e unica colpevole la masca, la strega, sinonimo di quella tipologia di donna spesso vecchia e imbruttita, generalmente schiva e appartata, di cui si sa ben poco e su cui le maldicenze si sprecano. In definitiva la masca è spesso un donna perseguitata da una vita di calunnie, presente in quasi ogni borgata.

Pur essendo vagamente presente il sentore della fiaba, di fatto “La masca” non è né favola né racconto di fantasia, ma reale, molto reale. Non sto a spoilerare tanto, se non il fatto che Lorenzo e la sua banda decidono di scoprire se la masca è davvero colpevole.

Le coincidenze portano a fatti drammatici, per la masca e per i bambini stessi, e il caso sembra risolto, senonché la parola fine la mette la perspicace sorella gemella di Lorenzo.

Il finale, per come si sviluppa nel contesto di un racconto molto reale, non sta né in cielo né in terra.

Personalmente ho trovato molto deludente la conclusione di questo romanzo giallo. Mi è dispiaciuto molto che l’autrice non si sia presa la briga, la voglia, il tempo o chissà cosa per dare un finale più realistico al suo racconto, trattandosi di una storia con più di un risvolto crudo e crudele.

Peccato.

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