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Recensione Libri: L’usurpatore, di Emanuele Rizzardi

FORSE UN PO’ INGENUO, MA CONSIGLIATO. Voto: 3 su 5

Autore: Emanuele Rizzardi. Editore: Amazon KDP. Anno edizione: 2020. Pagine: 385. Genere: Romanzo Storico

L’usurpatore, di Emanuele Rizzardi
L’usurpatore, di Emanuele Rizzardi

Una sorpresa il terzo libro di esordienti che leggo in questo 2023! L’ho approcciato d’istinto, con grande curiosità, senza nemmeno leggere l’estratto in quanto si tratta di un romanzo storico, come quelli che scrivo io e che amo.

Da studioso fai-da-te delle vicende medievali (1200 e il 1300) Rizzardi mostra fin da subito una narrazione strettamente aderente ai fatti storici (nessuna nota finale dell’autore confuterà). Il racconto è in prima persona, in forma di  memoriale che Alessio Filantropeno, personaggio realmente esistito, nipote dell’imperatore romano o Basileus di Costantinopoli Andronico II Paleologo,  indirizza al figlio Michele quando è ormai è vecchio e alla fine della sua vita.

La narrazione è asciutta, a tratti scarna, eppure è capace di emozionare perché Alessio crede fermamente nella missione affidatagli dallo zio e nell’onore di essere romano. Leggendo si prova simpatia per lui, come per altri personaggi, tutti diversi, ognuno coi propri motivi per sposare la missione del protagonista. La distinzione tra “buoni” e “cattivi” è netta, ma mai scontata come si rivelerà solo alla fine.

La prima parte narra la riconquista da parte di Alessio dell’Asia Minore. Egli ha un innegabile talento militare e un altrettanto indiscutibile – e innovativa – capacità diplomatica, indispensabile laddove diversi clan turchi -in perenne disaccordo tra loro – hanno lasciato per lo più terra bruciata delle ricche province romane d’Asia Minore. Alessio danza letteralmente sul filo del rasoio, inventando tattiche militari ma soprattutto alleandosi, ove possibile, anche con chi è nemico di Roma. Il ragionamento è giusto: a est già si intravedono le ombre inquietanti di un agguerrito nemico comune, i Mongoli.

Se sevo essere sincero, avrei condensato un po’ di più l’ultima battaglia contro Karman Bey, signore turco di Mileto, divenuto pericoloso col suo esercito, ormai abbastanza grande da minacciare lo stesso Impero, da cui il piano originale del Basileus Andronico di incaricare il giovane nipote Alessio affinché ponesse definitivamente fine alla pressione turca per conservare quanto rimasto in Asia, prima che fosse troppo tardi.

Pur con pochissime risorse iniziali, Alessio riesce benissimo nella sua missione, apparentemente impossibile, che avrà però la conseguenza ultima di elevarlo, agli occhi dei turchi e dei romani d’Asia, da sempre trascurati e considerati solo buoni da tassare da Roma, a unico Basileus che essi desiderano e vogliono avere. Di qui l’investitura a furor di popolo e l’usurpazione del trono cui Alessio sarà praticamente costretto .

La seconda parte narra tutto il pantano politico in cui Alessio annasperà via via fino all’inevitabile fine. Gli intrighi, i giochi di potere, i doppiogiochisti, tra cui anche il suo fidatissimo braccio destro, il capitano romano Costante,  lo faranno precipitare nella amarissima realtà. Finirà in esilio, e l’impero Romano d’Asia finirà di lì a pochi anni, mentre fiorirà l’avvento degli Ottomani, fondato dal guerriero Osman I, fin dagli inizi fidato alleato di Alessio. Questo turco, capace di visione oltre che abile condottiero e politico, sarà capace di riunificare sotto il suo vessillo tutti i vari clan turchi e di respingere i Mongoli. Dell’Impero Ottomano sappiamo tutti che arriverà persino a fare conquiste in Europa, influenza che permarrà nei secoli…

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