Viaggiare…

Turismo lento: viaggi a piedi, in bicicletta, in barca

Le mie esperienze personali di viaggi a piedi, in bicicletta, in barca, oggi definiti slow travel, turismo lento sono numerose e diverse, a volte “estreme”, altre stimolanti, ma sempre molto soddisfacenti.

Camminare, pedalare o veleggiare nel vento significa esplorare nuovi orizzonti di pensiero, osservare e interiorizzare spazi e persone che quasi sfuggono via a velocità di bicicletta, figuriamoci se si va più veloci. Me ne accorgo quando mi rileggo quanto oggi io sia lontano da quel viaggiare, certamente molto più accessibile quando si è single e liberi, con poche esigenze e pretese, che non quando si viaggia con la propria famiglia.

vie del Kerry

Da Le Vie del Kerry (Irlanda) “Questa giornata lascerà dentro di me ricordi indelebili, anche perché ad un certo punto ho avuto davvero paura: quando viaggio devo solo temere me stesso! Sapere dove sono finito sarà un lavoro complicato da eseguire sulle mappe forestali, ma il come ci sono finito…”

Da L’Australia Pericolosa: Casuarina beach (Australia) “Ero consapevole di rischiare la vita dentro il turbolento liquido marrone, eppure l’ho fatto. Il cuore batteva tumultuosamente, ma ho stretto con più forza la bici dalla parte della corrente per avere un minimo di protezione dalle raccapriccianti e invisibili meduse e sono avanzato deciso nell’acqua. Passo dopo passo…”

Da Cubi Pidi (Australia) “Quelle zolle e rocce ustionate dal sole implacabile conservavano ancora la presenza di chi di lì ci era passato, dei fatti che lì erano avvenuti. Potevo vederli… sentirli! Non erano svaniti, ma erano ancora tanto forti da rivelare ciò che diventa invisibile in luoghi abitati, troppo pieni di attività e rumori. Fuori Coober Peedy i segnali del passato pulsavano più che altrove perché la vita vi rotolava molto più lentamente e faticosamente…”

Da Monte Sinai. Primo comandamento: non prendere il cammello (Egitto) “La roccia parve vibrare sotto i miei piedi. Era sorprendente tanta suggestione che confermava in qualche maniera la natura divina del luogo. Certi posti sembrano essere naturalmente magnetici e misteriosi, oggi come tremila anni fa, senza che nessuno ne debba scrivere. Dipenderà dal fatto che sono così inusuali, alieni alla nostra mentalità e ritmi occidentali, come lo erano allora su animi semplici… Sarà che quei contorni regolari che emergevano da rade chiazze di luce assomigliavano ad un’immensa opera architettonica, sarà… ma mi sono mosso sempre più lentamente e rispettosamente, direi quasi che evitavo di respirare per non fare rumori inutili…”

I did not climb Mt. Everest but I touched it with my heart

Da I did not climb Mt. Everest but I touched it with my heart (Nepal) “… alla fine avrei speso di meno ne avessi assunto un paio di sherpa, uno per me e uno per il bagaglio, ma quel che mi hanno dato in cambio, oltre al giusto apprezzamento del gesto atletico, è stata una complicità e una comprensione delle cose che mi porterò dentro ogni giorno della vita. Ho condiviso con gli sherpa il mio cibo, gli alloggi spartani, molte risa e infiniti discorsi, emozioni e sensazioni, poche parole d’inglese e tantissime gesta, sorrisi e contatti.”

Viaggiando lento ho imparato a vivere meglio.

Quel che sono oggi è il risultato di infiniti passi, spesso senza sapere quasi nulla di quel che mi aspettava, immerso in luoghi e ambienti dei più differenti, con frequenti soste in profonda contemplazione di quel che mi circondava, che poi cercavo di interiorizzare e perpetuare scrivendo. Così sono riuscito a rallentare fin quasi a fermarmi e ho scoperto un modo diverso di viaggiare e, in senso più ampio, di vivere.

In Italia esistono ottimi percorsi che non temono confronti con i più noti Camino de Santiago, Kerry Way o Inca Trail. Si trovano lungo la Via Francigena, nella Puglia salentina, in Sardegna, tutti percorsi nel rispetto dei territori, di luoghi, di tradizioni e di persone. E come non citare le nostre Alpi, che tutto il mondo ci invidia. E gli Appennini?

Sicuramente ci sono belle camminate vicino a casa tua, probabilmente appena fuori la tua città. Basta trovare sufficiente tempo per trasformare un momento, magari di movimento sportivo, in qualcosa di più gratificante. Esistono davvero tanti modi di camminare (o di pedalare) sulla sabbia o sulla neve, nella nebbia, nel bosco o nella città, con una guida oppure perdendosi, da soli o in compagnia… Ma non ho alcun dubbio: la maggior parte del lavoro la si deve fare su sé stessi.

In questo senso, un eccesso di GPS, di percorsi segnalati e programmati a puntino, non sono la risposta giusta, nel senso che non serve davvero troppa informazione: distrae, crea aspettative e non stimola affatto la mente e i sensi.

Serve… solo… il… tempo…

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