Come agnelli in mezzo ai lupi, Diego Pitea
Leggere

Recensione Esordienti: Come agnelli in mezzo ai lupi, di Diego Pitea

CHAPEAU!!!

Autore: Diego Pitea. Editore: Altrevoci Edizioni. Anno: Aprile 2023. Pagine: 396. Genere: Narrativa, Thriller, Serial Killer

“Può darsi, ma io credo molto nel destino e fino adesso, ogni volta che sentivo di essere vicina a sentirmi davvero felice, accadeva sempre qualcosa che mi faceva comprendere quanto la vita preferisca quelli nati con una buona stella. Non so dirle da cosa dipende, ma è indubbio che alcuni percorrano una strada in discesa con un’auto di grossa cilindrata e altri debbano scalare una montagna a mani nude. È così, ho imparato a non rammaricarmene.”

Recensione Esordienti: Come agnelli in mezzo ai lupi, di Diego Pitea

Un romanzo thriller di un esordiente che mi è piaciuto tantissimo fin dal primo rigo, tanto da indurmi a darne subito notizia nei gruppi FB cui partecipo (più o meno regolarmente), senza specificare nulla di più del fatto che si trattava – appunto – di un autore esordiente, fomentando una grande curiosità che oggi posso accontentare con la mia recensione.

Con questo romanzo, Diego Pitea si è dimostrato assai migliore di molti di quegli scrittori, anche di best sellers, universalmente reputati “di talento”, un autore esordiente che, come sicuramente molti altri che prima o poi scoprirò, scrive molto meglio di me (che nel mio piccolo penso di essere abbastanza bravo a scrivere…)

Non sto a spoilerare ciò che merita davvero di essere letto dalla prima all’ultima riga, meritandosi (quasi) il massimo dei miei voti, ma in sintesi la storia si dipana attorno ad un serial-killer cui danno la caccia un ispettore vicino alla pensione e il protagonista positivo, Richard Dale.

Il luogo è Roma. Le bellezze descritte, alcune sconosciute ai più, sono tutte della città eterna.

I personaggi sono ben costruiti, molto umani, lo stile di Diego è personalissimo e assai gradevole, la storia si sviluppa perfettamente come i mille meccanismi un orologio svizzero… Su tutto mi ha entusiasmato la capacità di Diego Pitea di scrivere per analogie che non mancano mai di stimolare e coccolare la lettura, e mi fermo qui.

Il mezzo voto in meno l’ho dato per una considerazione assolutamente personale: la parte finale in cui Dale quasi si perde nelle catacombe l’avrei scritta meglio (sicuramente più concisa) e sempre qui ho trovato confusione nel dialogo tra Dale e il serial killer (un paio di volte non si capisce chi dice cosa).

Per il resto TOP! Davvero un bel thriller!

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *