Scrivere…

Il mondo editoriale e i “dannati” che cercano di entrarci…

Come già accennato altrove, non ho mai legato col mondo editoriale. Pur svolgendo un ruolo importantissimo per tutti noi scrittori (ne sono convinto!), la mia ricerca di un Editore (notare la maiuscola) non ha ancora avuto un lieto fine.

Ogni volta che finisco di leggere un bel libro e alla fine trovo immancabilmente una lista lunga due pagine di ringraziamenti (che capisco: scrivere un libro come il mio SANG REAL avrebbe davvero bisogno dell’apporto di molti perché servono ricerche su ricerche, numerose stesure, confrontarsi con persone specializzate che sanno vedere a colpo sicuro come e dove si può migliorare, dove si deve spiegare o scrivere meglio, dove si devono tagliare delle parti che appesantiscono la lettura, dove si deve spostare un paragrafo e perché… Insomma, scrivere un romanzo “da soli” è 5/10 minuti pura intuizione, creatività, istinto, e dieci ore al giorno, tutti i giorni per almeno 365 giorni un lavoro certosino, per forza di cose imperfetto.

Quindi sì, invidio chi arriva a pubblicare grazie ad un lavoro di squadra, ma alla fin fine penso che mi sono divertito lo stesso, che la vetta l’ho comunque raggiunta anche se ho pedalato sulla più scassata delle biciclette.

Una grande soddisfazione!

Tornando alla mia ricerca di un Editore, se è stata vana non è certo dipeso dalla qualità di ciò che ho scritto. Ho avuto lunghi contatti con la una Agenzia Editoriale per il mio primo romanzo (che ancora non ho pubblicato) NIKOS. Itaka si chiamava, anche se con Ulisse non aveva proprio nulla a che fare. All’inizio mi coccolò, poi disse che avrei dovuto rivedere NIKOS con un professionista (loro me ne avrebbero suggerito volentieri uno) e intanto proponevano un contratto di agenzia (tra le clausole: avrei dato a Itaka l’esclusiva sulle mie opere nei successivi 5 anni e l’esclusiva su NIKOS per 15 mesi. Beh, questa cosa di pagare un editor professionista e l’esclusiva l’avevano solo loro, e chissà se NIKOS sarebbe stato infine pubblicato con un Editore, non mi andò proprio a genio e chiusi i contatti. Volarono stracci, così misi tutto il nostro carteggio on-line. Ricevetti per posta ordinaria una raccomandata su preziosa carta pergamenata da uno studio di avvocati, una diffida legale a rimuovere quelle fandonie. Non potevo: erano tutte email che conservavo, dove erano le fandonie?

Dopo avere atteso un po’ di risposte, mai arrivate, all’invio del manoscritto di NIKOS (anche questo un lavoraccio), mi diedi un termine e pubblicai invece CUBALIBRO, il primo libro che avevo effettivamente scritto, con una piccola casa editrice di Cesena. Tre milioni di vecchie lire per “contribuire alle spese” e avere in cambio mi pare 130 copie del mio libro (270 andavano direttamente in distribuzione) con cui farci quello che volevo. L’unica strada passava per le librerie così “spinsi” il mio lavoro affinché là fosse venduto. Con un certo successo…

Poi dei potenziali lettori cominciarono a rispondermi che il mio CUBALIBRO non si trovava, e il piccolo editore cadeva dalle nuvole per questo fatto mentre mi dava la lista delle librerie in cui il libro era presente (sicuramente presente!)… Presi anche un autovelox solo per girarmele pazientemente una per una, queste librerie, e scoprire che, fuori Cesena, le mie copie non le teneva quasi nessuno. Di più: a tutti i librai che ne avevano fatto richiesta, l’editore aveva rilanciato la loro domanda con l’invio di altri titoli della sua collana. Fumo di rabbia ancora oggi!

Ciò nonostante, CUBALIBRO ha esaurito la prima tiratura dopo un annetto.

Per AUSTRALIANDO, il secondo libro che ho scritto in ordine cronologico) andò un po’ meglio, nel senso che trovai un buon dialogo con un editore di Lodi, L’Arciere Edizioni, ben distribuito in tutta Italia, specializzato in temi come la montagna e l’alpinismo, che voleva iniziare una collana di libri di viaggio “on the road” alla maniera di Keruac, Bryson… ovvero una narrativa monografica un po’ autoironica e un po’ impegnata, un po’ leggera e un po’ triste. La responsabile editoriale de l’Arciere Edizioni mi seguì con molta disponibilità ed entusiasmo e io mi affidai a lei con fiducia, sicuro di avere intrapreso una strada che mi avrebbe migliorato. A mio avviso mi ha migliorato davvero tanto, però alla fine quel che venne fuori da tanto lavoro non le piaceva di più, anzi. Quindi mi suggeriva di tornare semplicemente al testo iniziale, correggendo (in quel testo) tutto ciò che mi aveva evidenziato. Inoltre, per arrivare alla pubblicazione ci volevano foto buone in tema (che non avevo) e lo standard di carta patinata lucida. Morale, il mio libro di viaggio avrebbe dovuto vendersi a 36 euro a copia. Per me era un suicidio, ma soprattutto non ci pensavo proprio a tornare indietro da una stesura (quella poi andata in stampa per i tipi di Viaggiatorionline) che secondo me era ottima. Una questione di opinioni, è vero, ma in quel caso insanabili…

Di AUSTRALIANDO ho quasi esaurito la prima tiratura, stavolta senza passare dalle librerie.

A quel punto, siamo nel 2008, avrei anche ripreso la ricerca di un Editore, ma da un lato il mio lavoro su web andava bene, e saziava la mia vena di autore perché mi permetteva di scrivere tanti articoli di viaggio, dall’altro il “meno impegnativo” dei tre romanzi che avevo nel cassetto contava circa 600 pagine… Memore delle esperienze passate, ero ben consapevole che i costi di stampa sarebbero stati un baluardo difficile da superare anche per un Editore pieno di buone intenzioni, anche se portavo in dote tutto il traino di viaggiatorionline.com

Rimanda e rimanda siamo all’oggi, alla pubblicazione di SANG REAL col self-publishing.

Se riprenderò la ricerca di un Editore? Bella domanda… Probabilmente sì, ma non prima di un annetto.

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