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M5S: cosa è successo? E ora che si farà?

Comincio col ringraziare tutti coloro che han votato M5S invece che annullare la scheda, dare un NON voto o addirittura NON votare. Una adesione così massiccia al M5S non se l’aspettava nessuno, ma il successo del M5S era nell’aria da un bel po’. E bastava ascoltare i candidati premier per capire che i voti al M5S sarebbero continuati ad aumentare…

Ma il voto al M5S non è stato solo un voto di protesta come i media o politici delusi vogliono farci credere. Il voto al M5S nasce dal desiderio di normalità, onestà, trasparenza, partecipazione, di parlare ed essere ascoltati. A me sembra quindi normale che si sia detto BASTA ad una politica di ormai ex-inavvicinabili, di ex-intoccabili.

M5S sta indicando una via diversa di fare Politica, come si è potuto ascoltare fin dalle prime parole dei candidati eletti: poche, chiare, semplici. Se il buongiorno si vede dal mattino va da sé che – se l’asse PD/ M5S si farà – si vedranno leggi chiare e comprensibili, si ascolteranno interventi parlamentari più brevi e trasparenti.

Si farà?

Prima ancora dello scoglio del chiedere e ottenere la fiducia in Parlamento, il PD deve superarne uno bello grosso al suo interno, quel “Partito alle spalle” di cui Bersani si è vantato numerose volte in campagna elettorale ed è qui che casca l’asino per parafrasare lo stesso leader democrat.

A mio parere la nomenklatura (l’immobile e inamovibile dirigenza del PD) non ha ancora capito le motivazioni di questo voto, come a suo tempo non capì l’esito delle sue primarie. Non ha ancora capito che il fine della campagna elettorale era quello di trovare nuovi consensi, e non parlare a coloro che li avrebbero votati sempre e comunque. E i nuovi consensi li poteva trovare facilmente con proposte coraggiose in cui non avrebbero dovuto comparire in alcun modo né la parola TASSE, né la parola LAVORO.

Secondo me, sarebbe loro bastato parlare con decisione di tagli ai numeri ed ai costi della politica, di lotta spietata alla corruzione, di una seria legge sul conflitto di interessi e – perché no – di liberalizzazioni ed eliminazione di quelle ampissime aree privilegiate dell’economia reale, e una nuova legge elettorale che garantisca sempre e comunque governabilità certamente! Non credo che non ci abbiano pensato, quindi la risposta è molto semplice: NON VOLEVANO FARE QUESTE COSE PERCHE’ QUESTE COSE GLI STANNO BENE COME SONO!

Il fallimento di Bersani e del PD è tutto qui…

E per il momento è stata una risposta saggia quella di Grillo di rispedire al mittente la prima offerta di Bersani. La politica, questa politica, è una cosa complicata, ma mica perché si deve studiare e applicare moltissimo per capirla… E’ complicata perché è il regno della menzogna, degli interessi e dei personalismi nascosti, mica perché serva un cervellone… E Grillo ha sempre dimostrato di avere un sesto senso naturale per contrastare questa gente. Credo valga la pena seguirlo anche se se non sempre quel che dice sembra condivisibile al 100%.

Venendo all’intenzione del PD di ottenere fiducia alle camere su un programma di governo che include le Riforme sopra elencate e pochissimo altro, la mia domanda, la domanda di tutti, è: ma queste riforme le vogliono fare davvero? Mah…

Io penso che il PD deve dimostrare che vuole davvero che vuole queste riforme, che non siano solo parole dette solo per dare vita ad un ipotetico governo. Il PD ha davvero brutti precedenti in fatto di promesse non mantenute, quindi le parole non servono. Servono fatti. In questo senso, le dimissioni di Bersani e dell’intera nomenklatura per lasciare il posto a quella parte giovane del PD fino a oggi emarginata sarebbe un segnale bello forte. Ma i giorni sono contati… e Bersani + nomenklatura costituiscono un blocco dall’autoconservazione formidabile.

In ogni caso, Bersani può smettere coi suoi giochini sulla Responsabilità: non c’è lo spazio, non lo prenderà sul serio nessuno fuori del suo partito. La smetta di pensare che il M5S possa giocare come lui/loro (vecchia politica) han giocato fino all’altro giorno. La smetta di trattare gli eletti e gli elettori del M5S come idioti da piegare con le lusinghe o con la forza, pensando (e ancora una volta sbagliando) che alla fine avrà regione lui. S’è visto come ci becca sempre, no? Solo pochi giorni fa erano tutti lì a fare gli sboroni, a guardare tutti con sufficienza, con la convinzione di avere già vinto, anzi stravinto!

Mi vien quindi da dire che se il PD farà qualcosa davvero di sinistra al suo interno, allora ci potranno essere grandi numeri per assicurare sin da subito governabilità e stabilità. Forse è proprio questo il fulcro cui ancorare la governabilità del Paese. E’ questo il bivio, il vero bivio, da cui passa il futuro di tutti.

Allo stato attuale dell’espressione popolare, Il Pd è l’unico che può tenere il timone. E se non lo farà? Se così non sarà ci sarà una specie di riedizione di governo tecnico e ci saranno elezioni ravvicinate (nel 2014 si vota per le Europee) dove sarà facile prevedere che il M5S farà il pieno di voti e avrà i numeri per governare da solo…

Il segnale del Paese è stato chiaro, molto chiaro.

Scritto 01/03/2013

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