Viaggiare

Islam=Fondamentalismo: vero o falso?

E’ un po’ di tempo che non scrivo un articolo di viaggio per il piacere di farlo, e non perché mi pagano per farlo. E’ un piacere ringraziare in questa maniera le decine e decine di ragazzi e uomini egiziani che hanno reso il mio viaggio di un mese infinitamente più bello e ricco. Non ero partito pensando alla gente di Egitto, tanto ero concentrato sul Nilo, sulla crociera in feluca che ormai teorizzavo da una decina d’anni, sul Sinai, sul suo mare e il suo misticismo, sulla millenaria storia faraonica, che identificavo e tutt’ora identifico con più bistrattato dei faraoni, quel Amenhoptep la cui rivoluzione permea tutto il mondo di oggi molto più di quando ci sia dato di pensare. Basta vedere la bellissima sala El Amarna del Museo Egizio del Cairo per rendersene conto…

Ma dicevo degli egiziani… Gli uomini perché le donne sembrano vivere in un mondo parallelo che – in pubblico – solo nelle città più grandi pare sfiorarsi e a volte toccarsi con quello maschile. Da anni i media dipingono il mondo mussulmano come infido e gretto, malevolo e violento. In particolare, nelle settimane che hanno preceduto la mia partenza l’Egitto è stato spesso al centro di fatti di cronaca: rapimenti, incidenti, problemi di ordine pubblico… non è mancato proprio niente di quel che può intimorire un viaggiatore, o un turista. Ed è stato quindi ancora più sorprendente trovare – fin dal primo giorno, spesso e ovunque – persone che avevano voglia di comunicare con me. Giovane o vecchio, l’egiziano laico (se mi si consente il termine per indicare il credente ma non assiduo frequentatore di moschee) è la persona che qualunque viaggiatore vorrebbe avere vicino nel proprio viaggio, fosse solo per il tempo di dividere un chai, una sigaretta, un paio di datteri, o per ascoltare un pizzico della storia o del monumento di cui, dal primo all’ultimo, tutti loro vanno – giustamente – orgogliosissimi.

L’approccio è sempre banale, ma la persona non lo è mai perché l’egiziano è perché bonariamente curioso e insieme ironico, e sa essere anche molto rilassante in quanto sa avvicinarsi senza essere invadente, rispetto degli spazi altrui che viene dalla pazienza di chi sa di essere forte, di chi è fiero delle proprie origini, di chi è consapevole di esserti pari. E contrariamente a quel che si dice e legge quasi ovunque, su guide e forum, le richieste di mancia non sono quasi mai alla base di questi incontri. Anche chi si è mostrato invadente e chiassoso (gli egiziani hanno quasi tutti l’abitudine, spesso a noi occidentali insopportabile, di urlare e “farsi sotto” per richiamare l’attenzione, salvo pochissime eccezioni, non ha mai fatto mancare di concludere il contatto con un “Welcome” o un “Enjoy your stay in Egipt” elargito con un sorriso al mio rifiuto – gentile ma fermo – ai servizi proposti… Devono ripetersi centinaia di volte al giorno, e a ben pensarci, non è cosa da niente… E’ proprio un bell’atteggiamento…

Per queste cose mi ha urtato ancora di più il fatto che questa gente – e le loro fantastiche origini – languisca ora in una strada senza via di uscita, un vero cul de sac. Non lontano dalle decine di angoli quotidiani di buonumore, di relax, che vi capiterà di incontrare se girate in mezzo agli egiziani, nei luoghi che frequentano e che abitano, ve ne sono molti in cui la tensione si sente perfettamente. Non si può fare finta di non vedere l’esercito schierato in tenuta e mezzi da combattimento vicino ad ogni Università, oppure le cellule antiterroristiche sempre in allerta posizionate accanto a ogni albergo, ristorante, stazione, posto di blocco permanente, bivio… Ma peggio ancora sono, per gli egiziani, tutti i poliziotti, gente che non ci vuole un genio di osservatore a indovinare corrotta e prepotente. Ho vissuto sulla mia pelle l’arroganza di alcuni, tanto si sentono ormai potenti, forse impuniti, nel fare il bello o cattivo tempo, e visto come taglieggiavano a destra e a sinistra. Pensare che sono milioni (letteralmente!) dà una misura di come le attuali istituzioni pensano di tenere a bada un malcontento che è causato anche e soprattutto da queste decisioni, oltre che dall’assenza di una reale democrazia.

E gli egiziani senza santi o protettori, nella manifesta impotenza di potere cambiare le cose, hanno spesso cercato in me uno sfogo, o forse un megafono, a sogni e speranze, ma soprattutto alle paure, principalmente quella di non avere amici nemmeno al di fuori del loro paese, ma solo nemici. Mi piacerebbe identificare il medio oriente islamico con questo tipo di persone che ho conosciuto… Mi piacerebbe, e recensioni e racconti che a volte curo in redazione non mi hanno dato e non mi danno nessun motivo di non pensarla così, ma al di là dell’immagine di questa polizia così presente e diffusa, vera metastasi di una cancro sociale che – se non si interviene per tempo – prima o poi porterà il paese ad una crisi finale che sarà il passaggio obbligato verso una vera democrazia che ora non esiste affatto, ma non mi sento di crederlo. Non più…

Non ho ricavato nessuna bella impressione, nemmeno nel più moderno Egitto e nella ancora più moderna Cairo, e nessun sostegno, da nessuno degli ambienti delle moschee, che ho deciso di visitare solo una volta arrivato nella capitale alla fine del mio viaggio. Troppa è stata l’arroganza con cui sono stato accolto (tre volte in tre moschee diverse… possibile che sia stata solo sfortuna?), seppure dietro un sorriso che doveva per forza essere ipocrita, e sempre da persone colte, preparate, e in due casi anche molto giovani. Di fatto in questi due casi mi è stata impedita la più semplice osservazione. Se prima anche io credevo che il fondamentalismo appartenesse solo agli strati più poveri e ignoranti della popolazione, e che persone e organizzazioni potenti ne sfruttassero la rabbia, ora non ne sono più convinto.

Ma non posso dimenticare che queste sono solo piccole sensazioni che hanno fatto da sfondo ad un viaggio molto bello, in cui mai mi sono sentito in pericolo o minacciato, di cui mi sono impegnato a raccontarne alcune parti su www.viaggiatorionline.com , a sostegno delle belle persone che lì vivono e che sono, per fortuna, la maggioranza. E’ il mio modo di dire loro grazie… di rinfocolare la speranza che a tutte queste persone vengano al più presto dati i mezzi per esprimersi, la libertà di votare liberamente, affinché polizia ed esercito debbano vigilare su tutti e non solo su una parte della popolazione, oppure ad esclusiva protezione del business turistico.

Il dibattito è aperto.

Scritto 20/11/2008

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